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La carrozzeria coupé-utility rappresentava un'audacia costruttiva rara: il Vauxhall 10 accorpava la cabina passeggeri a una breve sponda di carico, mantenendo proporzioni compatte. Il motore trasversale da 1.172 centimetri cubici erogava 36 cavalli, adatto al lavoro leggero senza compromessi eccessivi sulla guida. Per il mercato australiano, questa configurazione ibrida rispond
Nel mercato britannico del 1971, la Cresta circolava come berlina a trazione anteriore, disponibile in versione a due e quattro porte. La carrozzeria seguiva linee squadrate, caratteristiche dell'epoca, mentre l'interno offriva spazi generosi. Vauxhall la distribuiva principalmente nel Regno Unito, dove rappresentava un'opzione solida per chi cercava praticità e affidabilità se
Nel 1940, il Fourteen rappresentava la tradizione costruttiva britannica: carrozzeria spaziosa con linee squadrate, motore sei-cilindri da 1,9 litri capace di 48 cavalli. In un mercato australiano dominato da Austin e Morris, Vauxhall offriva solidità meccanica piuttosto che eleganza. La berlina quattro porte incarnava l'approccio inglese alla praticità automobilistica.
Nel mercato britannico del 1998, il Frontera circolava con una gamma che comprendeva versioni a tre e cinque porte, entrambe equipaggiate con il motore 2,0 litri da 116 cavalli. Vauxhall distribuiva il modello attraverso la rete commerciale UK con allestimenti che spaziano dal base al top di gamma, ciascuno calibrato per segmenti diversi di clientela suburbana.
Il motore trasversale LS2 da 6,0 litri, ereditato dalla Corvette americana, era il cuore pulsante della variante più potente, capace di 400 cavalli. La carrozzeria coupé mantenne linee aggressive e proporzioni muscolose, mentre il convertibile aggiungeva flessibilità al programma. Entrambe le versioni condividevano il telaio robusto e i sistemi frenanti Brembo.
La gamma 2016 comprendeva il Movano in versione saloon a nove posti, con carrozzeria allungata e linee squadrate caratteristiche del design Vauxhall di quel periodo. L'interno offriva tre file di sedili configurabili, ciascuna con cinture di sicurezza dedicate e spazi di stivaggio integrati. Le motorizzazioni diesel 1.6 dCi da 100 e 145 cavalli erano abbinate a trasmissioni man
Il motore 2,0 litri da 136 cavalli costituiva il cuore meccanico della berlina Elite, sebbene la configurazione a quattro cilindri trasversali fosse già consolidata nella gamma Opel. Chi desiderava più spinta poteva optare per il 2,5 litri con 170 cv. La carrozzeria, lunga 4,82 metri, garantiva abitabilità generosa con tre volumi ben proporzionati: sedili posteriori ampi, baule
Nel 1992, il segmento delle berline medie britanniche vedeva il Senator competere con il Rover 825 e l'Opel Omega tedesco. La carrozzeria, invariata nella forma esterna, celava un abitacolo completamente ripensato: cruscotto moderno, sedili ridisegnati, finiture migliorate. Il V6 da 3,0 litri e 156 cavalli garantiva fluidità piuttosto che prestazione, una scelta coerente con la
Nel 2004, la VX220 si contrapponeva alla Mazda MX-5 e alla Lotus Elise con una linea squadrata, quasi minimalista, che rifletteva la filosofia britannica dello sports car senza compromessi. La carrozzeria a due posti, disponibile in configurazione roadster o hardtop, pesava appena 1.050 chilogrammi. Il motore 2.0 litres erogava 147 cavalli, sufficienti per accelerazioni vivaci
Il motore trasversale da 2,0 litri con 147 cavalli costituiva il cuore della VX220 nel 2002, alimentato da iniezione elettronica e accoppiato a un cambio manuale a cinque marce. La carrozzeria leggera in alluminio e fibra di vetro permetteva accelerazioni vivaci nonostante la cilindrata modesta. La verniciatura Lightning Yellow distingueva le versioni di quell'anno, conferendo
Nel 2009 il Bathurst arrivava nei concessionari britannici come berlina muscolosa a quattro porte, con una proposta estetica aggressiva e una gamma motori tutta americana. La versione standard montava il V8 da 6,0 litri con 425 cavalli; la R, più rara, saliva a 6,2 litri e 575 cavalli, abbinata al kit Widebody che allargava le spalle e ai sedili Recaro traccia. Due interpretazi
La Victor Series 2 raggiungeva il mercato italiano con una linea squadrata e proporzionata, caratteristica della scuola britannica di fine anni Cinquanta. Disponibile in versione berlina e familiare, il modello si distingueva per gli interni sobri e funzionali, tipici dell'ingegneria Vauxhall. Il motore da 1.5 litri e 67 cavalli garantiva consumi moderati, elemento apprezzato d