Veicoli Elettrici
Il futuro della mobilità: con fino a 600 km di autonomia.
Vedi tutti gli elettrici →Lo scorpione di Abarth nasce da una visione semplice ma ossessiva: trasformare piccole Fiat in belve da pista. Fondato a Torino nel 1949 da Carlo Abarth, questo marchio non costruisce auto da zero, ma le affina con precisione ingegneristica e testardaggine, rifiutando compromessi tra performance e leggerezza. Ogni modifica è calcolata, provata in gara, perfezionata — niente adesivi, solo risultati concreti. Quella filosofia del tuning estremo rimane intatta ancora oggi.


6 modelli di ogni epoca: filtra per segmento o apri un modello per vederne le generazioni
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Karl Abarth era un visionario. Nel 1949, questo ingegnere austro-italiano decise di trasformare piccole Fiat in belve da strada — e lo fece con una passione che raramente si vede nel settore automobilistico. Fondò Abarth & C. a Torino con un obiettivo semplice ma rivoluzionario: prendere le auto comuni e renderle straordinarie. Non costruiva automobili da zero. Modificava, affinava, potenziava — trasformava. Il simbolo dello scorpione divenne il marchio di chi osava sfidare i limiti.
Cosa rende Abarth diversa dalle altre case? La filosofia del tuning estremo fuso con l'ingegneria seria. Non si tratta di adesivi e rumori: ogni modifica era calcolata, testata, perfezionata su pista. Negli anni Cinquanta e Sessanta, le auto Abarth dominavano le competizioni europee — piccole, leggere, ferocemente veloci. Ancora oggi, questo DNA rimane intatto. Abarth non compete in potenza bruta contro i giganti. Compete in agilità, carattere, pura emozione di guida. Fiat ha riconosciuto il valore di questa eredità, mantenendo il marchio vivo come divisione performance dedicata ai clienti che cercano qualcosa di più rispetto alla normalità.
La lineup attuale riflette questa filosofia: modelli compatti e reattivi, perfetti per chi vuole divertirsi. Troverai berline agili e scattanti nel cuore dell'offerta. Poi c'è l'evoluzione moderna: la nuova generazione di SUV che mantiene l'attitudine sportiva anche in formato più grande. E il futuro? Già qui — veicoli elettrici che promettono lo stesso carattere delle origini. Abarth non sta seguendo il mercato. La sta guidando.
Carlo Abarth nacque in Austria nel 1908, ma la vera storia inizia a Torino. Nel 1949 fondò Abarth & C., una piccola officina specializzata in preparazioni e modifiche di vetture Fiat. Perché proprio Torino? Semplice — il cuore industriale italiano, dove Fiat era regina. Abarth capì subito che il futuro non era nelle grandi produzioni, ma nel trasformare auto ordinarie in bestie da strada e pista. Un genio dell'ingegneria austriaco che voleva lasciare il segno nel motorsport italiano. E lo fece.
Gli anni Cinquanta furono frenetici. Abarth iniziò con piccole modifiche ai motori Fiat, aumentando cilindrata e potenza con una precisione quasi ossessiva. Il marchio dello scorpione — il simbolo scelto da Carlo — diventava sinonimo di performance. Poi nel 1957 arrivò la vera rottura: la 595, basata sulla Fiat 600, ma completamente trasformata. Non era solo una macchina più veloce — era una dichiarazione di guerra alla mediocrità. I competitori non sapevano cosa colpisse loro. Abarth e i suoi ingegneri stavano reinventando il concetto di tuning.
Il vero momento di gloria arrivò negli anni Sessanta. Abarth dominava le competizioni europee — dalle corse in salita ai circuiti internazionali — con una raffica di vittorie che sembrava non finire mai. La 695 diventò una leggenda vivente, compatta ma incredibilmente agile e veloce. Immagina di guidare una vettura così: 70 cavalli da un motore minuscolo, peso piuma, freni che non ti tradiscono. Che vantaggio aveva sui rivali? Tutto. Precisione tedesca, passione italiana, audacia austriaca. Una combinazione devastante.
Ma il successo sportivo non bastava a garantire la sopravvivenza commerciale. Nel 1971 Abarth fu acquisita da Fiat, trasformandosi da officina indipendente in divisione ufficiale. Fine di un'era, inizio di un'altra. Fiat capiva il valore del marchio — non era solo performance, era desiderio, era lo spirito di chi voleva qualcosa di più dalla propria auto. Negli decenni seguenti, Abarth continuò a preparare e modificare i modelli Fiat, ma con il supporto di una casa madre che finalmente credeva nel progetto. Il 500 Abarth negli anni 2000 riportò il marchio al suo splendore originale.
Oggi Abarth è tornata a essere quella cosa che Carlo Abarth ha sempre sognato: performance pura, senza compromessi. La nuova 600e rappresenta una sfida affascinante per il presente. Elettrico? Sì, perché il futuro non aspetta nessuno. E la nuova 124 Spider mantiene viva la tradizione del brivido puro. Scopri l'intera lineup elettrica che sta ridefinendo cosa significa essere Abarth nel 2025. Non è nostalgia — è evoluzione.
Il futuro della mobilità: con fino a 600 km di autonomia.
Vedi tutti gli elettrici →| Segmento | Modelli | Prestazioni | Trasmissione | Caratteristiche |
|---|---|---|---|---|
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Segment
Cabrio
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Models |
Performance
135 - 180 PS
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Drive
RWD, FWD
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Features
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Segment
Mini 3 doors
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Models |
Performance
135 - 190 PS
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Drive
FWD
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Features
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Segment
Hatchback 5 door
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Models |
Performance
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Drive
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Features
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Abarth non è solo un marchio di auto sportive — è la prova che la passione batte il budget, sempre. Carlo Abarth ha costruito un'eredità intorno a un'idea semplice: trasformare le macchine ordinarie in bestie da pista con ingegno e testardaggine. Niente compromessi. Niente scuse. Quello che faceva negli anni Cinquanta lo fa ancora oggi, solo con tecnologia moderna. I sei modelli in gamma spaziano dalle city car estreme ai progetti più audaci — perché no, anche gli SUV meritano il trattamento Abarth. E sì, persino le auto elettriche stanno entrando nella festa. Vuoi un'auto che ti faccia sorridere ogni volta che la guidi? Non cercare altrove. Abarth è ancora quella cosa rara — un marchio che crede che divertirsi sia importante. Punto.
Abarth nasce nel 1949 a Torino, quando Carlo Abarth e Armando Scagliarini decidono di trasformare auto ordinarie in macchine da corsa. Carlo era austriaco, ex pilota, ossessionato da un'idea semplice: prendere quello che c'era già e renderlo più veloce. Geniale. In pochi anni diventa il simbolo della tuning italiano, trasformando Fiat in auto da competizione con modifiche motoristiche, sospensioni ribassate e scarichi caratteristici. Un'epoca d'oro che continua ancora oggi sotto il controllo di Fiat e poi Stellantis.
Lo scorpione rosso è il marchio, ma la vera firma è l'ingegneria del motore. Abarth prende motori Fiat e li riscrive completamente: turbocompressori, centraline riscritte, sistemi di scarico tuning. Il risultato? Potenza che non ti aspetti da cilindrate piccole. Sulla 595, per esempio, estraggono 180 cavalli da 1.4 litri. È pura magia meccanica. La ricetta non è cambiata dai tempi di Carlo: efficienza massima, prestazioni senza scusanti. Ogni dettaglio conta, dal collettore di scarico alla mappatura motore.
Sì, da poco. La 600e è il loro primo passo nel mondo elettrico, lanciata di recente. È una mossa coraggiosa perché mantiene lo spirito Abarth — accelerazione aggressiva, maneggevolezza — ma con zero emissioni. Non è una soluzione perfetta per i puristi del motore termico, ma rappresenta il futuro. Se cerchi modelli completamente elettrici nella gamma, puoi scoprire tutta la selezione EV. Il marchio si sta adattando, non rinnegando le sue radici.
La 595 domina, senza dubbio. È il perfetto equilibrio: abbastanza piccola per la città, abbastanza potente per divertirsi, abbastanza iconica per farsi notare. Eredita il DNA della leggendaria 500 Abarth degli anni '60, ma con tecnologia moderna. Disponibile in versioni da 165 a 180 cavalli, con opzioni di carrozzeria che la rendono riconoscibilissima. La 500 è comunque una scelta solida per chi vuole qualcosa di più contenuto. Se pensi ad Abarth, pensi alla 595. È la star della lineup.
Torino, Italia. Fondato lì nel 1949 e rimasto fedele alla città. È qui che Carlo Abarth ha costruito la sua leggenda, trasformando piccole Fiat in belve da competizione. Oggi Abarth è parte di Stellantis, ma mantiene i suoi uffici e il cuore operativo a Torino. Non è solo una sede amministrativa: è il luogo dove l'ingegneria sportiva italiana continua a fare miracoli. Puoi esplorare tutta la gamma Abarth — dai modelli compatti alle versioni SUV — e scoprirai come Torino continua a innovare.
Fonte: Abarth (official), Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, Wikipedia, Associazione Nazionale Filiera Italiana Motoristica (ANFIA), Museo Storico Alfa Romeo·Ultimo aggiornamento