Berline & Sportback
Dalle compatte – design elegante con tecnologia all'avanguardia.
Vedi tutte le berline →Nato dal caos del 2009, Karma è il costruttore di lusso che ha scelto l'elettrico quando nessuno ci credeva ancora. Fondato dal visionario designer danese Henrik Fisker, il brand rifiuta il compromesso tra desiderabilità e sostenibilità, creando auto che provano come il verde possa essere esclusivo e affascinante. Tre modelli che raccontano una storia di reinvenzione totale, dove il lusso contemporaneo incontra finalmente la tecnologia senza scorciatoie.


3 modelli di ogni epoca: filtra per segmento o apri un modello per vederne le generazioni
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Karma nacque dal caos. Nel 2009, quando il settore automobilistico stava crollando, alcuni visionari decisero di fare l'impossibile — lanciare un marchio di lusso completamente nuovo negli Stati Uniti. Pensateci un momento. La maggior parte delle aziende chiudeva i battenti, le fabbriche venivano abbandonate, i finanziamenti sparivano. E loro? Loro costruivano qualcosa da zero. Karma si posizionava come il costruttore di auto di lusso che avrebbe messo la tecnologia ibrida plug-in al centro della sua filosofia, rifiutando le scorciatoie che il mercato pretendeva. Un'audacia pura.
La vera differenza di Karma sta nella visione estremamente specifica del lusso contemporaneo. Non è il lusso tradizionale — quello delle cromature pesanti e dei motori urlanti. È il lusso sostenibile, intelligente, digitale. La Revero, il loro modello di punta, rappresenta questa filosofia in modo magistrale. Autonomia estesa grazie al motore a combustione che ricarica la batteria, design ispirato dall'aerodinamica, interni costruiti con materiali eco-compatibili — non per fare greenwashing, ma perché è la strada giusta. Karma produce circa 500-1000 veicoli all'anno. Numeri piccoli? Sì. Ma intenzionali. Qualità prima di quantità. Hanno capito che il mercato del lusso non ha più bisogno di volume — ha bisogno di significato.
La lineup attuale di Karma combina berline di lusso ibride con soluzioni tecnologiche all'avanguardia. La GS-6 rappresenta l'evoluzione della visione originale. Poi c'è la Gyesera, che spinge ancora più in là il concetto di lusso sostenibile. E sì, stanno esplorando anche il segmento SUV, perché il mercato lo richiede. Ma la vera anima di Karma rimane negli infrastrutture elettrificate. Questo è ciò che li distingue davvero dalla massa. Non seguono il trend. Lo creano.
Tutto iniziò nel 2009. Fisker Automotive — così si chiamava all'inizio — nacque dalla visione di Henrik Fisker, designer danese che aveva già lasciato il segno in BMW e Aston Martin. Cosa lo spinse? Un'ossessione per le auto elettriche di lusso, in un momento in cui praticamente nessuno ci credeva ancora. Fisker voleva provare che un'auto verde poteva essere desiderabile, esclusiva, affascinante. Non una punizione ambientalista su quattro ruote. La sede venne stabilita in California, cuore dell'innovazione automobilistica mondiale. Semplice logica: se vuoi cambiare il settore, vai dove il settore si sta già trasformando.
Gli anni iniziali furono turbolenza pura. La Karma GS-6, il primo modello lanciato nel 2012, era affascinante — una berlina sportiva con powertrain ibrido plug-in che prometteva 300 cavalli di adrenalina con una batteria da 34 kWh. Problema? Il prezzo. Oltre 100.000 dollari in piena recessione economica. Chi poteva permettersi una startup automobilistica quando i giganti tradizionali stavano ancora licenziando? Fisker bruciava soldi. Poi arrivò il disastro: la batteria della GS-6 aveva difetti di fabbricazione. Incendi. Richiami massicci. Nel 2013, Fisker Automotive dichiarò fallimento. Finita così? Nemmeno per idea.
Aspetta. Qualcuno stava guardando. Wanxiang Group, il colosso cinese dei componenti auto, comprò i resti dell'azienda nel 2014 per una cifra irrisoria — dicono intorno ai 149 milioni di dollari per acquisire i brevetti, gli impianti, il marchio. Geniale o pura scommessa? Probabilmente entrambe. Rinominarono tutto come Karma Automotive e rilanciarono il modello come Karma Revero nel 2016. Non era il solito restyling — avevano ascoltato i feedback, migliorato l'affidabilità, raffinato il design. Il motore 2.0 turbo ibrido della Revero funzionava. I clienti iniziavano a tornare. Non era ancora il riscatto totale, ma era qualcosa.
Da quel momento la traiettoria cambiò. Karma iniziò a respirare di nuovo. Nel 2020 presentarono la Karma Gyesera, un SUV coupé che univa sportività e praticità — la mossa che le auto di lusso europee stavano già facendo con successo. Il design rimaneva la firma inconfondibile del marchio — quella linea scultorea, quei fianchi muscolosi che ricordavano ancora la visione originale di Fisker. La batteria è stata aggiornata a 112 kWh, l'autonomia elettrica salì fino a 500 km. Non era Tesla, certo. Ma per un marchio che due anni prima rischiava di sparire completamente? Incredibile.
Oggi Karma naviga in acque ancora turbolente, ma finalmente stabili. Wanxiang continua a investire, consapevole che il marchio rappresenta un ponte tra il design americano e la tecnologia cinese — una combinazione rara nel settore. L'azienda punta tutto sull'elettrificazione completa, con piani per espandere la gamma verso segmenti più accessibili. Guarda la loro attuale lineup elettrica per capire dove stanno andando. La storia di Karma non è ancora finita — è ancora in fase di riscrittura.
Dalle compatte – design elegante con tecnologia all'avanguardia.
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Karma — non è un'auto normale, e neanche il brand è normale. Tre modelli che raccontano una storia di reinvenzione totale, di lusso che finalmente incontra l'elettrico senza compromessi. Pensa a questo: mentre i soliti costruttori tradizionali ancora tentennano, Karma ha già scelto il suo cammino. Guarda i loro SUV di ultima generazione oppure i loro straordinari veicoli completamente elettrici. Tecnologia avanzata, design audace, prestazioni che sorprendono. Non è il futuro dell'auto — è il presente. E Karma l'ha capito prima degli altri.
Karma produce tre modelli. Non è un'azienda che costruisce auto in massa — è lusso puro. Il GS-6 è la berlina ammiraglia, il Revero è il modello più iconico dell'azienda, e il Gyesera rappresenta il futuro elettrico. Se cerchi la gamma completa, puoi esplorare sia le berline che gli SUV della lineup.
Karma nasce nel 2014. Ma aspetta — la storia è più interessante. Viene da Fisker Automotive, fondata nel 2007 da Henrik Fisker, un designer danese che aveva lavorato per BMW e Aston Martin. Fisker fallì nel 2013 durante la crisi finanziaria. Poi Karma Automotive acquisì gli asset, i brevetti, i progetti — e ripartì da zero. Riprendere il lavoro di qualcun altro? Rischioso. Ma loro ci riuscirono. Oggi Karma continua quella visione: lusso, innovazione, e tecnologia ibrida-elettrica. Non è solo una casa automobilistica — è una seconda chance che ha funzionato.
Il sistema EREV di Karma è brillante. Extended Range Electric Vehicle — non è un ibrido tradizionale, è qualcosa di diverso. L'auto è guidata da motori elettrici, punto. Il motore a combustione interna? Rimane spento la maggior parte del tempo, accendendosi solo per ricaricare la batteria quando l'autonomia si esaurisce. Geniale, no? Significa che il Revero e il GS-6 offrono l'esperienza di guida silenziosa e fluida di un'auto elettrica, ma senza l'ansia dell'autonomia. È il meglio dei due mondi — accelerazione istantanea, zero emissioni in città, e libertà di viaggio su lunghe distanze. Niente compromessi.
Sì e no. Complicato? Un po'. Il Gyesera è il primo vero EV puro di Karma — batteria, motore elettrico, niente motore termico. È il futuro dell'azienda. Ma il Revero e il GS-6 rimangono EREV — ibridi intelligenti, non puri EV. Perché? Perché offrono qualcosa di diverso: autonomia senza limiti. Se vuoi scoprire tutta la gamma elettrica di Karma, puoi vederla qui. La transizione verso il 100% EV è già iniziata. Non è una domanda di se, ma di quando.
Fonte: Karma Automotive (official), National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), Wikipedia, Society of Automotive Engineers (SAE), Automotive News·Ultimo aggiornamento