Berline & Sportback
Dalle compatte Appia, Aurelia, Beta, Dedra, Flaminia, Fulvia – design elegante con tecnologia all'avanguardia.
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Lancia non è solo un marchio automobilistico. È un'ossessione italiana per la perfezione che nessuno chiedeva. Fondato nel 1906 da Vincenzo Lancia — un ex pilota di Fiat con idee rivoluzionarie — il marchio nacque a Torino con una missione semplice ma ambiziosa: costruire automobili che fossero tecnicamente superiori a tutto il resto. Vincenzo non voleva competere su volume. Voleva dominare con l'ingegno. E per quasi un secolo, ci riuscì. Le auto Lancia erano il sogno degli ingegneri — leggere, innovative, costruite con una precisione quasi svizzera da una casa italiana che sembrava vivere in un'altra dimensione rispetto ai competitor.
Quella ossessione per l'innovazione portò risultati incredibili. La Lambda del 1922 fu la prima auto al mondo con scocca monoscocca — pensate a questo per un momento, nel 1922 — mentre le altre ancora costruivano carrozzerie su telai separati. La Stratos degli anni Settanta rimane uno dei capolavori del design automobilistico, disegnata da Marcello Gandini della Bertone. Tre vittorie consecutive nella Coppa del Mondo Rally tra il 1974 e il 1976. Eppure — ed è qui che inizia la tragedia — Lancia raramente ottenne il riconoscimento commerciale che meritava. La qualità costava. I margini erano stretti. La storia della marca è una lezione amara su come l'eccellenza tecnica non sempre vince sul mercato.
Oggi la collezione Lancia comprende capolavori senza tempo come la Aurelia, la Beta, e modelli più recenti come la Thesis. Nel nostro catalogo troverete berlina eleganti che ridefinivano il concetto di lusso, insieme a SUV più moderni che cercavano di riportare il marchio al successo. Ventisette modelli di pura filosofia italiana — ognuno una dichiarazione d'intenti, ognuno un tentativo di tornare alla gloria. Lancia meritava di vincere. Non vinse mai abbastanza.
Tutto iniziò nel 1906. Vincenzo Lancia, giovane ingegnere torinese con una passione per i motori, fondò quella che sarebbe diventata una delle marche più innovative d'Europa — a Torino, naturalmente, il cuore pulsante dell'industria automobilistica italiana. Perché un uomo che poteva costruire auto ovunque sceglie proprio Torino? Semplice: era circondato dai migliori talenti meccanici d'Italia, e Lancia voleva perfezionismo assoluto. Non aveva fretta. La sua prima auto, la 12HP, arrivò nel 1908 — elegante, leggera, pensata nei dettagli. Un capolavoro artigianale. Già allora, capiva che la qualità avrebbe battuto la quantità.
Gli anni Venti e Trenta? Decisamente gli anni d'oro. La Lambda, lanciata nel 1922, cambiò tutto — monoscocca integrale, sospensioni indipendenti, freni idraulici quando gli altri ancora pensavano alle corde. Praticamente, Lancia inventò l'auto moderna mentre i concorrenti cercavano ancora di capire cosa stesse succedendo. Poi arrivò l'Aurelia nel 1950, con il motore posteriore e quel magnifico V6 — incredibile per l'epoca. Ma qui sta il punto: vincere gare non bastava. Lancia voleva dominarle. E lo fece, con stile.
Arrivò il 1960 e con esso la svolta. L'Appia portò lusso accessibile alle strade italiane — motore monocilindrico orizzontale, linee leggere, prezzi quasi ragionevoli. Non era esattamente una rivoluzione, ma segnava il cambio di strategia: dalle corse di lusso ai clienti normali. La Flavia con il suo boxer anteriore rappresentò l'ambizione di competere sul serio con i tedeschi. Poi — e qui l'ironia è pungente — la vera leggenda arrivò quando nessuno se l'aspettava: la Stratos nel 1973. Un'auto che non sembrava nemmeno vera. Cuneiforme, bassa due spanne dal terreno, motore Ferrari montato trasversalmente. Vinsero mondiali di rally come se gli altri non sapessero guidare. Punto e basta.
Gli anni Ottanta portarono la Beta, un'auto che avrebbe dovuto essere il futuro — e invece diventò il simbolo di una crisi. Bellissima, innovativa, completamente stracciata dalla ruggine in tre anni. Non è uno scherzo: la Beta diventò il manifesto della fragilità costruttiva di Lancia, quella roba che nessuno voleva ammettere. La Rally 037 nel 1982 portò ancora gloria con il suo incredibile V6 sovralimentato — ultimo campione mondiale del rally prima che i quattro assi conquistassero tutto. Ma il danno era fatto. Gli anni Novanta videro il declino inarrestabile: la Y10, la Musa. Tentativi nobili, ma il marchio stava morendo lentamente.
Nel 2007, Lancia smise di produrre auto in Italia. Fine della storia? Non esattamente — sopravvisse nel mercato russo e in pochi altri luoghi, ma il cuore era spezzato. Oggi Lancia è un nome che evoca nostalgia pura, un'epoca quando l'Italia costruiva auto che facevano sognare il mondo. Il marchio sta cercando di rinascere, con piani per un ritorno nei mercati europei e una spinta verso l'elettrificazione — potete scoprire la lineup elettrica se volete credere davvero a questo ritorno. Lancia, però, rimane quella cosa impossibile da definire: un'eredità di bellezza ingegnosa, di rischi calcolati male, di progetti folli e visionari che non sempre il mercato ha saputo apprezzare quando serviva davvero.
Lancia non è mai stata un marchio per tutti — e forse è proprio questo il suo fascino. Ventisei modelli attraverso un secolo di storia, dal Delta leggendario ai progetti più audaci. Oggi la Casa torinese torna con una visione moderna, spingendosi verso il futuro con proposte come i nuovi SUV che ridefiniscono l'eleganza del segmento. E poi ci sono gli elettrici — il passo verso domani. Sai cosa significa? Che Lancia non ha finito la sua storia. Ha solo girato pagina.
Dalle compatte Appia, Aurelia, Beta, Dedra, Flaminia, Fulvia – design elegante con tecnologia all'avanguardia.
Vedi tutte le berline →Icone sportive: Appia, Aurelia, Beta, Flaminia, Fulvia, Gamma. Modelli ad alte prestazioni per il massimo piacere di guida.
Vedi tutte le sportive →| Segmento | Modelli | Prestazioni | Trasmissione | Caratteristiche |
|---|---|---|---|---|
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Segment
Coupé
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Models |
Performance
75 - 220 PS
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Drive
RWD, FWD, 4x4
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Features
-
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Segment
Phaeton
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Models |
Performance
-
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Drive
-
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Features
-
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Segment
Berlina
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Models |
Performance
38 - 286 PS
|
Drive
RWD, FWD, 4x4
|
Features
-
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Segment
Monovolume
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Models |
Performance
163 PS
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Drive
FWD
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Features
-
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Segment
Mini 3 doors
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Models |
Performance
42 - 193 PS
|
Drive
4x4, FWD, RWD
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Features
-
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|
Segment
Compact van
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Models |
Performance
70 - 204 PS
|
Drive
FWD
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Features
-
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Segment
Estate 5 door
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Models |
Performance
90 - 220 PS
|
Drive
FWD, 4x4
|
Features
-
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Segment
Fastback
|
Models |
Performance
120 - 140 PS
|
Drive
FWD
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Features
-
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Segment
Cabrio
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Models |
Performance
119 - 170 PS
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Drive
FWD, RWD
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Features
-
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Segment
Estate 3 door
|
Models |
Performance
101 - 135 PS
|
Drive
FWD
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Features
-
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Segment
Targa
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Models |
Performance
119 - 122 PS
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Drive
FWD
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Features
-
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Segment
Roadster
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Models |
Performance
-
|
Drive
-
|
Features
-
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Segment
Hatchback 5 door
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Models |
Performance
105 - 200 PS
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Drive
FWD
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Features
-
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Segment
Mini 5 doors
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Models |
Performance
69 - 215 PS
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Drive
FWD, 4x4
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Features
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La Lancia ha prodotto ben 27 modelli diversi dalla sua fondazione nel 1906 fino alla chiusura nel 2024. Spazia da leggendarie berline come la Lambda agli iconici sportivi come la Stratos, passando per city car moderne come la Y10 e la Musa. Un catalogo straordinariamente vario che riflette quasi 120 anni di innovazione italiana. Non male per una casa che ha sempre preferito la qualità alla quantità.
La Lancia è nata nel 1906 a Torino, fondata da Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin. Era un'epoca in cui l'automobile era ancora un'avventura, e Lancia decise di farla diversa — con tecnologia avanzata, design elegante e prestazioni superiori. Vincenzo non era un semplice imprenditore. Era un pilota collaudatore che capiva cosa significava guidare bene, e questo si sentiva in ogni auto che usciva dalle fabbriche. Un'azienda che ha scritto la storia dell'automobilismo italiano per oltre un secolo. Peccato che sia finita nel 2024, ma il suo lascito rimane intatto.
La Lancia era ossessionata dall'innovazione tecnica, punto e basta. La Lambda del 1922 fu la prima auto di serie con scocca monoscocca integrale — una rivoluzione pura. Poi arrivò la trazione anteriore, sospensioni indipendenti, motori sofisticati con prestazioni sorprendenti. Ogni generazione portava qualcosa di nuovo che gli altri copiavano dopo. Modelli come la Aurelia con il suo V6 furono anni avanti rispetto alla concorrenza. Non erano auto per tutti, ma per chi capiva la qualità e voleva qualcosa di diverso. Questo è Lancia.
No, la Lancia non ha mai sviluppato un vero veicolo completamente elettrico prima della sua chiusura nel 2024. Negli ultimi anni ha lottato con il passaggio alle motorizzazioni alternative, ma non ha lanciato un modello EV commerciale. Se cerchi modelli Lancia elettrici, non troverai niente. Una delle tante occasioni perse di una casa che non è riuscita ad adattarsi ai tempi moderni. Peccato, perché Lancia avrebbe potuto fare qualcosa di straordinario nel segmento EV — se solo avesse avuto i mezzi e la visione giusta.
La Y10 è probabilmente il modello più iconico e venduto della storia recente. Lanciata nel 1985, questa city car compatta divenne un simbolo dello stile italiano e della praticità — disegnata da Giugiaro, leggera, agile, affidabile. Milioni di unità vendute in Europa. Anche la Musa ebbe un discreto successo negli anni 2000 come monovolume compatto, ma non raggiunse mai la leggenda della Y10. Per chi vuole il vero capolavoro? La Stratos rimane il modello più desiderato dai collezionisti. Ma per popolarità pura, la Y10 vince senza discussioni.
2026-02-21
Stellantis N.V. (official), Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, Wikipedia, ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), Museo Nazionale dell'Automobile di Torino
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