Sportive & Coupé
Icone sportive. Modelli ad alte prestazioni per il massimo piacere di guida.
Vedi tutte le sportive →Polestar trasforma la visione svedese della performance in un'era completamente elettrica. Nata nel 1996 come divisione tuning di Volvo e diventata costruttore indipendente nel 2017, la casa di Göteborg rifiuta compromessi: solo auto a batteria, niente ibridi. Design scandinavo minimalista e velocità seria, senza il teatro californiano — questo è il dna di Polestar.


4 modelli di ogni epoca: filtra per segmento o apri un modello per vederne le generazioni
CV
CV
s
s
$
$
Volvo creò Polestar nel 2017. Non come un marchio completamente nuovo, ma come qualcosa di più radicale — uno spin-off dedicato esclusivamente all'elettrico. Pensaci un attimo: una casa automobilistica svedese centenaria che decide di buttare tutto quello che conosce e ripartire da zero con batterie e motori elettrici. Era scommessa pura. Ma Polestar non voleva competere con Tesla solo sulla velocità o sull'autonomia. Voleva qualcosa di diverso: lusso minimale, design scandinavo puro, performance seria senza il circo dello show-business californiano.
La sede è a Göteborg, nel cuore della Svezia. Oggi Polestar produce vetture completamente elettriche — niente ibridi, niente compromessi a combustione interna. È un dettaglio importante perché significa che ogni decisione progettuale ruota intorno a batterie, gestione termica, efficienza energetica. Non è riciclo di piattaforme legacy. È costruzione dal basso. I loro modelli variano da berline a SUV, tutti con autonomia rispettabile — tra i 480 e i 600 chilometri a seconda della configurazione — e tempi di ricarica rapida che non ti costringono a passare ore alla colonnina. La loro filosofia? Performance sostenibile. Accelerazione seria, ma anche efficienza.
Il catalogo Polestar oggi conta quattro modelli strategici. Se cerchi una berlina elegante e silenziosa, troverai soluzioni pensate per chi vuole sottrazione invece di addizione. Se preferisci lo spazio e la versatilità di un SUV completamente elettrico, Polestar non ti chiede compromessi sulla performance. E sì, tutti i loro modelli sono a trazione completamente elettrica. Non è marketing. È la loro identità.
Tutto iniziò nel 1996 a Göteborg, in Svezia. Polestar nacque come divisione di tuning e performance della Volvo — una squadra di ingegneri che non poteva stare fermo a guardare le auto standard quando sapeva di poterle trasformare in qualcosa di straordinario. Non era un'azienda vera e propria, all'inizio. Era una passione, una comunità di persone che credevano che le Volvo potessero essere più aggressive, più potenti, più vive. Pensaci un attimo — chi avrebbe mai detto che un marchio svedese famoso per la sicurezza noioso potesse diventare il cuore pulsante della performance?
I primi anni furono caratterizzati da modifiche e preparazioni per clienti privati e competizioni. Motori turbo potenziati, assetti ribassati, freni maggiorati — il classico toolkit del tuner. Ma Polestar aveva qualcosa di diverso rispetto ai soliti preparatori: una visione coerente, una filosofia. Nel 2004 arrivò il primo grande momento — Volvo ufficialmente riconobbe Polestar come il suo braccio armato della performance. Non più semplici modificatori, ma partner strategico. La cosa prese una piega seria quando Polestar iniziò a sviluppare versioni ufficiali delle auto Volvo, trasformandole in macchine da competizione e da strada che facevano tremare i competitor europei.
Il vero cambio di paradigma arrivò con il motorsport. Polestar si buttò nel WTCC — il Campionato Mondiale Turismo — e non per partecipare, ma per vincere. Dal 2010 in poi, la squadra iniziò a dominare con la S60, raccogliendo vittorie e titoli che misero Polestar sulla mappa globale. Quel successo in pista — fatto di strategie vincenti, ingegneria impeccabile e determinazione svedese — dimostrò che Polestar non era solo una divisione tuning. Era una forza da rispettare. Questo è stato il momento che ha cambiato tutto.
Nel 2017 Geely, il gigante cinese dell'automotive, acquisì il 49% di Volvo Cars — e con essa, il controllo di Polestar. Non un'acquisizione ostile, ma una fusione strategica che trasformò Polestar in qualcosa di completamente nuovo. Da divisione di tuning a brand indipendente con una missione audace: creare auto elettriche di lusso che potessero competere con Tesla e Porsche. Nel 2019 arrivò la Polestar 1, un'auto ibrida a due porte che rappresentava il passaggio tra il passato e il futuro. Bellissima, potente, limitata a soli 500 esemplari. Una dichiarazione d'intenti.
Adesso Polestar è una casa automobilistica vera e propria, parte del gruppo Geely-Volvo, focalizzata completamente sull'elettrico. La Polestar 2, la Polestar 3 e la Polestar 4 rappresentano una nuova generazione di auto svedesi — minimaliste nel design, brutali nella performance, dedicate alla sostenibilità. Scopri l'intero lineup elettrico di Polestar. Da tuner underground a costruttore di auto electriche premium — una storia che nessuno avrebbe previsto, eppure perfettamente svedese nella sua determinazione tranquilla.
Icone sportive. Modelli ad alte prestazioni per il massimo piacere di guida.
Vedi tutte le sportive →Il futuro della mobilità, con fino a 600 km di autonomia.
Vedi tutti gli elettrici →| Segmento | Modelli | Prestazioni | Trasmissione | Caratteristiche |
|---|---|---|---|---|
|
Segment
Suv 5 doors
|
Models |
Performance
272 - 544 PS
|
Drive
4x4, RWD
|
Features
Air Suspension, Pilot Assist, Heat Pump, Pixel LED
|
|
Segment
Fastback
|
Models |
Performance
224 - 476 PS
|
Drive
RWD, 4x4, FWD
|
Features
Performance Pack, Brembo Brakes, Pilot Assist, Öhlins DFV
|
|
Segment
Coupe
|
Models |
Performance
600 PS
|
Drive
4x4
|
Features
Carbon Fiber Body, Brembo Brakes, Torque Vectoring, Performance Battery
|

Polestar non è solo un marchio — è una dichiarazione d'intenti. Quando Volvo ha deciso di trasformare la sua divisione sportiva in un costruttore indipendente focalizzato sull'elettrico, in molti hanno sollevato un sopracciglio. E se invece fosse la mossa giusta? Gli ultimi modelli elettrici dimostrano che performance e sostenibilità non sono nemici. I loro SUV uniscono design svedese pulito a tecnologia d'avanguardia, senza compromessi. Polestar sta costruendo il domani — oggi. Non è più una promessa. È realtà.
Polestar al momento ha quattro modelli in produzione. Sì, esattamente quattro. Non è male per un brand ancora giovane, giusto? Troverai berline eleganti e SUV robusti nella lineup. Il Polestar 1 è il coupé ibrido, il 2 è la berlina elettrica che ha fatto il nome al brand, poi ci sono il 3 e il 4 come SUV moderni. Tutti elettrici o plug-in. Strategia chiara.
Polestar nasce nel 1996. Ma non come brand di auto — era il reparto racing di Volvo. Immagina: ingegneri svedesi che modificavano berline da famiglia per renderle mostruose in pista. Facevano tuning, preparazioni, competizioni. Funzionava bene, ma il vero cambio arriva nel 2017. Geely e Volvo decidono di trasformarla in un vero brand indipendente dedicato alle auto elettriche premium. Boom. Da reparto interno a casa madre globale. Non è il percorso tipico, ma ha senso — avevano già DNA di performance, ingegneria solida, e il timing era perfetto per l'era EV. Oggi Polestar è completamente diversa da allora, ma quel DNA da racing team ancora si sente.
La vera firma di Polestar è come fonde tecnologia EV con performance pura. Non è solo batterie — è il controllo. Sistemi di gestione termica sofisticati, distribuzione della coppia tra i motori, sospensioni adattive che capiscono la strada. Il tutto pensato da ex ingegneri racing. Poi c'è il design: minimalista svedese, niente fronzoli. Interni che respirano spazio. Infotainment che non urla addosso. E qui conta: Polestar insiste su materiali sostenibili — poliestere riciclato, pelle vegetale dove possibile. Non per greenwashing, ma perché ha senso filosofico. Prestazioni consapevoli, la chiamano. Non è uno slogan vuoto.
Quasi. Il Polestar 1 è l'eccezione — ibrido plug-in con un V8 biturbo e due motori elettrici. È il coupé di transizione, il ponte tra il vecchio e il nuovo. Affascinante? Sì. Pratico? Meno. Ma il resto della gamma è completamente elettrica. Il 2, il 3, il 4 — tutti EV puri. Zero emissioni. Batterie da 75 kWh in su. Autonomia che supera i 600 km. La strategia è chiara: il 1 è il passato che saluta, il resto è il futuro. Polestar non sta guardando indietro.
Il Polestar 2 è il cavallo di battaglia. È il modello che ha dato il via a tutto questo — la berlina che ha fatto dire al mondo «Polestar non è solo tuning Volvo». Lanciato nel 2019, è rimasto il cuore pulsante della gamma. Perché? Perché funziona. 408 hp nella versione dual-motor, autonomia fino a 637 km, accelerazione da 0 a 100 in 4,3 secondi. Non è un numero casuale. È il bilanciamento perfetto tra praticità e adrenalina. Gli altri modelli sono arrivati dopo — il 3 e il 4 come SUV moderni, il 1 come coupé esclusivo — ma il 2 rimane il vero bestseller. È la berlina che tutti vogliono capire.
Göteborg, Svezia. È qui che tutto è iniziato nel 1996, è qui che resta il quartier generale. Uffici, design studio, ingegneria — tutto svedese. Ma ecco il twist: la produzione è in Cina. Geely, il proprietario, ha fabbriche lì. Potrebbe sembrare strano per un brand svedese, ma è geniale. Svezia fornisce il DNA — design minimalista, qualità ingegneristica, filosofia sostenibile. La Cina fornisce scala di produzione, efficienza, capacità. Il mix funziona. Non è una contraddizione, è una partnership intelligente. Polestar rimane profondamente svedese nel dna, ma globale nell'esecuzione. Così opera il brand moderno.
Fonte: Polestar (official), Swedish Transport Agency, Wikipedia, International Organization of Automobile Manufacturers (OICA), Volvo Group Heritage·Ultimo aggiornamento