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Pagine di archivio anno per anno con PDF di brochure, specifiche principali e link a modelli correlati.
Questo archivio raccoglie 27 depliant originali di concessionari per la Peugeot 307, coprendo il periodo 2001–2008 su sei mercati internazionali. La collezione documenta l'evoluzione del modello attraverso le sue varianti di carrozzeria: berlina, 307 CC cabriolet, SW station wagon ed edizioni speciali come la Quiksilver. Costituita da letteratura commerciale d'epoca, questa selezione interesserà storici dell'automobilismo, ricercatori e appassionati che desiderino comprendere la strategia di marketing e l'evoluzione tecnica di questo popolare veicolo del segmento C.
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Il mercato italiano accolse il 307 del 2001 con entusiasmo per la sua silhouette moderna e le proporzioni equilibrate della carrozzeria. Disponibile in tre configurazioni – tre porte, cinque porte, e familiare – il modello rispondeva alle preferenze nazionali per versatilità e spazio interno. La presenza di un motore 1.6 a benzina da 110 cv soddisfaceva chi cercava dinamica sen
Il motore 2.0 diesel da 90 cavalli formava il cuore meccanico della gamma, abbinato a una struttura leggera e ben proporzionata. La carrozzeria berlinale si distingueva per le linee pulite e l'abitacolo ampio, mentre il break aggiungeva versatilità e il cabriolet coupé portava una nota di eleganza. Gli italiani riconobbero subito la qualità costruttiva e l'attenzione ai dettagl
Nel 2005, la 307 competeva direttamente con la Golf e la Focus in un segmento dove gli italiani cercavano equilibrio tra stile e praticità. Le proporzioni della carrozzeria rimanevano eleganti; il restyling della griglia anteriore le conferiva un'espressione più decisa. Motore 1.6 litri a 110 cavalli, disponibile anche in versione berlina a tre volumi, familiare e coupé-cabriol
La gamma italiana del 2003 comprendeva quattro varianti di carrozzeria: berlina, SW, coupé-cabriolet e una versione accorciata per il mercato urbano. Il design della berlina, con i fari avvolgenti e la cintura di cintura rialzata, manteneva la proporzione elegante tipica del marchio. Lo SW aggiungeva una spalla di carico muscolosa e una coda squadrata che enfatizzava lo spazio
Il motore trasversale da 1,6 litri, ereditato dalla generazione precedente ma perfezionato, animava sia la berlina che la SW con circa 110 cavalli. La carrozzeria della versione break presentava proporzioni equilibrate, con la cintura di cintura rialzata e un posteriore tondeggiante caratteristico dello stile Peugeot dell'epoca. L'allungamento della vettura garantiva spazio int
In Italia, il 307 del 2005 si presentava con due interpretazioni di carrozzeria: la berlina agile e il SW dalle proporzioni generose. Il mercato italiano apprezzava soprattutto la versatilità dello station wagon, con i suoi volumi di carico ottimizzati e l'abitabilità posteriore. L'allestimento rifletteva i gusti locali, con dettagli di finitura attenti alla qualità percepita.
Nel 2006 la 307 si trovava a competere contro la terza generazione della Golf e la Renault Mégane in un segmento dove lo stile francese doveva dimostrare la sua solidità. La carrozzeria restava elegante nei volumi, mentre gli aggiornamenti alla plancia e ai gruppi ottici la mantenevano competitiva. Il mercato italiano apprezzava soprattutto il break SW, con il suo spazio e la s
Nel 2007, il 307 si presentava con una carrozzeria affinata e un'offerta che abbracciava tanto la berlina cinque porte quanto il pratico break SW. Il motore 2,0 HDi da 136 cavalli rappresentava il cuore più robusto della gamma, mentre le motorizzazioni a benzina assicuravano un accesso più economico al modello. Gli interni riveduti e le nuove opzioni di equipaggiamento riflette
Il motore trasversale 2,0 litres a quattro cilindri, erogante 137 cavalli, animava la versione più ricercata. Il tetto rigido retrattile si ripiegava in 25 secondi, trasformando la silhouette da coupé compatto a cabriolet elegante. Le linee del cofano e della plancia riflettevano il linguaggio Peugeot del periodo, con dettagli cromati e una griglia frontale caratteristica.
La gamma 2004 della 307 CC si articolava attorno al cabriolet con tetto in metallo retrattile, disponibile in versioni con motori da 110 e 136 cavalli. Il design della carrozzeria mantenne le proporzioni eleganti della berlina, mentre l'architettura del tetto automatico—abbattibile in 25 secondi—garantiva rigidità torsionale superiore rispetto ai concorrenti con capota tessile.
Nel 2005, il 307 CC arrivò nei listini italiani come cabriolet con tetto rigido retrattile, una soluzione costruttiva che lo distingueva dai competitor tedeschi. La motorizzazione 2.0 litri da 138 cavalli abbinata al cambio manuale a cinque rapporti o all'automatico rappresentava il compromesso fra prestazioni e consumi. La linea elegante della Peugeot, con i fianchi muscolosi
Nel segmento dei cabriolet compatti, il 307 CC del 2006 si contendeva lo spazio con la Saab 9-3 Cabriolet e la BMW Serie 3 Convertible. La carrozzeria a tetto retrattile elettrico rappresentava il compromesso francese tra praticità e piacere di guida, apprezzato dal mercato italiano per la solidità costruttiva e l'eleganza contenuta.
Nel mercato italiano, il 307 CC si presentava con linee affinate e due motorizzazioni: il 2,0 litri benzina da 143 cavalli e il 2,2 litri turbodiesel da 158 cavalli. La carrozzeria coupé-cabriolet mantiene proporzioni equilibrate, il tetto rigido retrattile garantisce rigidità strutturale senza compromessi estetici.
Il motore trasversale da 2,0 litri con 140 cavalli equipaggiava la versione sportiva, mentre il diesel HDi erogava 136 cv. Il tetto rigido retrattile in alluminio riduceva il peso rispetto ai meccanismi idraulici concorrenti. La carrozzeria a due porte mantenne le proporzioni eleganti ereditate dal modello 307 berlina, con l'aggiunta di rinforzi strutturali per la rigidità.
Il motore trasversale da 2,0 litri, erogante 143 cavalli, costituiva il cuore della gamma 307 australiana del 2006, affiancato da un diesel 1,6 litri più parco nei consumi. La carrozzeria si declinava in tre forme: il tre-porte snello, la berlina cinque-porte e il versatile station wagon. Ogni configurazione ricevette adattamenti specifici per il clima subtropicale del mercato
Nel 2007, il mercato italiano riceveva la 307 in tre configurazioni di carrozzeria: la berlina compatta, il familiare cinque porte, e il coupé. Le proporzioni rimangono equilibrate, con la linea di cintura marcata che caratterizzava il design Peugeot dell'epoca. L'offerta motori comprendeva il 1,6 litri benzina da 110 CV e il 2,0 diesel. La qualità costruttiva della plancia e d
Il motore trasversale da 1,6 litri a quattro cilindri costituiva il cuore della Quiksilver 2004, un'edizione speciale che Peugeot propose in tre varianti di carrozzeria. Lo stile caratteristico prevedeva inserti cromati e cerchi in lega dal disegno esclusivo, mentre l'abitacolo rifletteva l'attenzione francese ai dettagli e al comfort.
Nel segmento dei monovolumi compatti, la 307 SW si distingueva per proporzioni equilibrate e una linea del tetto che scendeva dolcemente verso il posteriore. Il mercato italiano vedeva l'auto competere con la Volkswagen Golf Variant e la Renault Mégane, ma la Peugeot offriva una personalità più raffinata. Le varianti di carrozzeria spaziano dal tre volumi al break vero e propri
Nel mercato italiano, il 307 SW arrivò come soluzione elegante alla domanda di spazio. La linea della carrozzeria manteneva la proporzione equilibrata della berlina, senza le spalle pesanti di rivali tedeschi. I mercati continentali ricevevano il 2.0 HDi con 90 cavalli, motore che definiva il carattere diesel francese: sobrio, efficiente, senza drammi di coppia.
Il 1.6 16V di 110 cv rappresentava il cuore pulsante della 307 SW nel 2004, accompagnato da una trasmissione manuale a cinque marce. La carrozzeria combinava linee tese con fianchi muscolosi, mentre il cofano allungato e la coda tronca definivano un profilo equilibrato. In Italia, il modello si proponeva in versioni Presence e XT, con interni modulabili fino a 1.749 litri.
La gamma 307 SW del 2005 si articolava su tre motorizzazioni: il 1.6 benzina, il 2.0 a gasolio da 90 kW e il 2.0 a benzina da 110 kW. La carrozzeria combinava linee tese con un profilo laterale elegante. Gli interni proponevano plastiche di qualità percepita, sedili anteriori ergonomici e un vano di carico che raggiungeva 1.841 litri con i sedili posteriori ripiegati.
L'archivio contiene 27 documenti originali che coprono la Peugeot 307 durante l'intero ciclo di produzione. Includono brochure, cataloghi concessionari, kit stampa e documentazione di fabbrica da più mercati e varianti. Questa collezione fornisce una copertura completa dell'evoluzione del modello durante il suo periodo commerciale attivo.
L'archivio copre dal 2001 al 2008, catturando l'intero ciclo di vita della prima generazione 307. Tutti gli anni principali in questo intervallo sono rappresentati senza lacune significative. Questo periodo comprende il lancio, gli anni di massima produzione e la graduale transizione del mercato.
Sì. Le brochure originali e i cataloghi concessionari sono fonti primarie preziose per progetti di restauro e ricerca storica. Documentano specifiche originali, opzioni, palette colori e dettagli specifici del mercato. Gli appassionati e restauratori consultano regolarmente questi materiali.
L'archivio include documenti da 6 mercati regionali diversi, riflettendo come Peugeot ha adattato la 307 per vari territori di vendita. Ogni mercato aveva livelli di equipaggiamento, nomi di versioni e specifiche distinti. Questa diversità regionale rende la collezione particolarmente utile per comprendere strategie globali.
La collezione include cinque varianti: la 307 standard, la 307 CC decappottabile, la gamma completa 307, l'edizione speciale Quiksilver e la 307 SW familiare. Ogni variante è documentata separatamente, consentendo confronti tra specifiche e stili.
La pagina archivio si concentra sui documenti come manufatti storici e risorse di ricerca. La pagina catalogo enfatizza specifiche meccaniche e caratteristiche dell'auto. Qui esplori materiali originali concessionari; lì trovi dati tecnici dettagliati di prestazioni.
L'archivio si espande continuamente mentre nuovi materiali originali vengono scoperti e acquisiti. Gli aggiornamenti sono irregolari e dipendono dalla disponibilità di documenti autentici d'epoca. Collezionisti e appassionati contribuiscono regolarmente con rare brochure, rafforzando gradualmente la collezione.