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Pagine di archivio anno per anno con PDF di brochure, specifiche principali e link a modelli correlati.
Questo archivio raccoglie venti depliant originali che documentano l'evoluzione del Mitsubishi Jeep J20 dal 1961 al 2023. I cataloghi provengono da sei mercati internazionali e illustrano la trasformazione da veicolo utilitario classico a moderni mezzi di trasporto familiare come Delica, Challenger ed Endeavor. Una raccolta preziosa per storici dell'automobilismo, ricercatori e appassionati che desiderano comprendere lo sviluppo dell'industria automobilistica giapponese.
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In Australia nel 2010, il Challenger raggiungeva i concessionari Mitsubishi con una gamma ristretta ma coerente. La doppia cabina era l'unica configurazione disponibile, equipaggiata con il diesel da 3,2 litri da 147 kW. Il mercato locale riceveva questa versione con specifiche targate AU, mentre l'assenza di raffinatezze tecnologiche rifletteva il target di clientela agricola.
Nel segmento dei monovolume compatti, il Chariot del 1983 si distingueva per proporzioni razionali e una carrozzeria dalle linee funzionali. Competeva con proposte locali nipponiche attraverso versatilità dell'abitacolo e motore 1,4 litri da 75 cavalli. La configurazione a tre e cinque porte rispondeva alle preferenze del mercato interno, dove i clienti cercavano praticità senz
La gamma 2014 del Delica D3 e Delica Van si articolava su due linee di carrozzeria: la versione a cinque posti con terzo sedile estraibile, e il furgone a pannelli per chi prediligeva il carico puro. Il motore Diesel 2,0 litri da 110 CV restava l'unica scelta meccanica, mentre gli aggiornamenti estetici—griglia rinfrescata, cerchi ridisegnati—conferivano al frontale un'espressi
Il mercato giapponese del 1992 riceveva tre configurazioni di carrozzeria: la berlina a quattro porte dalle proporzioni equilibrate, la station wagon con generoso vano di carico, e il coupé dalle linee più tese. Tutti condividevano il motore 1,8 litri da 136 cavalli. Le finiture spaziavano da allestimenti essenziali a versioni più ricche, con sedili in pelle e climatizzazione.
La gamma 2010 comprendeva il Endeavor con carrozzeria monoscocca a tre file di sedili, alimentato dal V6 da 3,8 litri da 215 CV. Mitsubishi proponeva tre versioni di allestimento, mantenendo il design esteriore robusto e gli interni funzionali. Il mercato italiano ricevette pochi esemplari, principalmente tramite importazioni indipendenti dai concessionari ufficiali.
Il motore 3,0 litri V6 da 220 cavalli caratterizzava la versione più potente, mentre il 2,0 turbodiesel da 136 cavalli rispondeva alle esigenze dei clienti attenti ai consumi. Le portiere scorrevoli elettriche facilitavano l'accesso negli spazi ristretti, e la configurazione a sette posti la rendeva particolarmente versatile. Nel 2007 il Grandis rappresentava una proposta stili
Il Minica Skipper del 1971 arrivò nel mercato giapponese con due interpretazioni della medesima piattaforma: la versione berlina a quattro posti e la variante scoperta, entrambe mosse dal bicilindrico da 443 cc e 28 cavalli. La carrozzeria leggera di soli 520 kg conferiva al piccolo Mitsubishi una vivacità urbana apprezzata nei centri congestionati di Tokyo. I dettagli costrutt
Il J20 raggiungeva il mercato italiano attraverso canali di importazione selettivi, destinato principalmente ai clienti che apprezzavano la semplicità costruttiva giapponese. La carrozzeria monolitica, priva di fronzoli, rifletteva l'estetica funzionale dell'epoca. Motorizzazione da 1,9 litri e 75 cavalli, telaio a longheroni robusti: una ricetta meccanica che privilegiava la l
La gamma del 1965 si componeva di una sola carrozzeria: il telaio aperto con fiancate in legno e tela, una configurazione collaudata per il mercato agricolo giapponese. Il motore 2,0 litri erogava 80 cv attraverso una trasmissione manuale a quattro marce. Gli assali rigidi garantivano solidità su terreni difficili, mentre gli interni rimanevano essenziali: una vettura di pura f
Distribuito esclusivamente nel mercato giapponese, il Jeep Mitsubishi del 1967 presentava tre configurazioni di carrozzeria: il modello aperto, la versione con capote in tela e il tipo con tetto rigido. La linea rispecchiava l'eredità militare, mentre la meccanica da 2,0 litri e 75 CV garantiva affidabilità nei terreni difficili.
Nel mercato giapponese del 2008, il Pajero Mini raggiungeva i concessionari con tre varianti di carrozzeria: il Convertible scoperto, lo Jeep con hard-top, e il Van chiuso. Tutti condividevano il motore 659 cc da 54 cavalli, ma la distribuzione regionale e le scelte di allestimento riflettevano le preferenze locali. L'Italia non ricevette mai questa generazione ufficialmente.
Il cuore del Pinin 2004 rimane il motore 2,0 litri a quattro cilindri, erogante 129 cavalli attraverso la trazione integrale permanente. Tre carrozzerie—tre porte, cinque porte e cabriolet—scandivano l'offerta italiana, ciascuna con proporzioni compatte che facilitavano la manovrabilità urbana pur mantenendo la capacità di affrontare terreni accidentati.
In un segmento dove il Suzuki Vitara e il Daihatsu Terios si contendevano l'attenzione dei clienti giapponesi, il Pajero iO del 1998 si distingueva per proporzioni più squadrate e una silhouette più robusta. Il motore 1,8 litri da 130 cavalli alimentava una meccanica affidabile, mentre la trazione integrale opzionale e la geometria compatta ne garantivano agilità in città e cap
Nel segmento delle berline di lusso giapponesi del 2014, il Proudia Dignity affrontava una concorrenza sempre più esigua: Toyota Crown e Nissan Cedric erano gli ultimi rivali rimasti. La carrozzeria ricevette ritocchi stilistici conservatori—nuove cornici dei fari, cromature ridisegnate—mentre il V6 3,8 litri continuava a erogare 280 cavalli. Mitsubishi puntava sulla solidità c
La Sapporo 1980 arrivò sul mercato italiano come coupé dalle linee tese e proporzionate, con quel carattere geometrico che gli stilisti giapponesi del decennio prediligevano. La carrozzeria a due porte, lunga 4,5 metri, presentava un profilo slanciato; l'abitacolo era ordinato, senza eccessi decorativi. In Italia trovò apprezzamento tra chi cercava solidità costruttiva e sempli
Nel mercato italiano, il Space Gear del 2000 rappresentava la risposta Mitsubishi al monovolume europeo: carrozzeria alta, linee schiette, proporzioni squadrate. Il motore V6 da 2,4 litri e 150 cavalli garantiva prestazioni contenute ma affidabili. La distribuzione italiana privilegiava questa configurazione a sette posti, apprezzata da chi cercava spaziosità senza compromessi
La gamma 1999 del Space Star articolava l'offerta intorno a una sola motorizzazione: il 1,6 litri da 116 cavalli, abbinato a trasmissione manuale o automatica secondo il mercato. La carrozzeria, lunga 3,92 metri, racchiudeva cinque posti e fino a 1.500 litri di vano carico, con proporzioni squadrate che privilegiavano il volume interno rispetto all'eleganza formale. Gli allesti
La gamma 2005 del Space Star comprendeva varianti di seduta e configurazioni di carico pensate per il mercato italiano, dove lo spazio interno rappresentava il valore principale. Il motore 1,6 litri erogava 98 cavalli con una meccanica lineare. Le proporzioni della carrozzeria, snelle nonostante l'abitabilità, riflettevano l'equilibrio che Mitsubishi cercava tra praticità e com
Il concept XFC presentava quattro configurazioni di allestimento interno, ciascuna pensata per segmenti d'utenza distinti del mercato asiatico. La carrozzeria compatta abbinava uno spazio interno sorprendente grazie a un passo di 2.850 mm e proporzioni sapientemente calibrate. Tre opzioni di batteria, dai 40 ai 60 kWh, permettevano personalizzazione secondo il profilo di utiliz
L'archivio contiene 20 documenti originali della Mitsubishi Jeep J20. Questa collezione comprende brochure di fabbrica, cataloghi concessionari e materiali stampa che si estendono per vari decenni. Ogni documento è stato accuratamente localizzato e conservato. L'insieme offre un registro completo e autentico della storia del modello.
La collezione si estende dal 1961 al 2023, coprendo più di sei decenni. Non tutti gli anni sono rappresentati, poiché esistono lacune nella documentazione disponibile. I documenti presenti catturano le fasi principali dello sviluppo della Jeep J20. Queste lacune riflettono la rarità di certe pubblicazioni e la disponibilità regionale.
Assolutamente. I documenti originali di fabbrica sono inestimabili per lavori di restauro. Forniscono codici colore autentici, specifiche di finitura, dettagli di equipaggiamento e standard di progettazione. I restauratori possono verificare finiture corrette, materiali e configurazioni originali. Queste fonti garantiscono restauri storicamente accurati.
Sì, l'archivio include materiali da 6 mercati regionali diversi. Questo mostra come la Jeep J20 è stata commercializzata e equipaggiata in diversi paesi. Le varianti specifiche di mercato, gli adattamenti locali e le differenze di equipaggiamento regionale sono documentate. La collezione rivela sia la coerenza globale che le strategie di personalizzazione locale.
La pagina di archivio si concentra sui documenti stessi e sulla loro disponibilità. Mostra quali materiali storici esistono e i loro intervalli di date. La pagina di catalogo presenta le specifiche tecniche del veicolo. L'archivio è una biblioteca di fonti originali, il catalogo è una guida di riferimento tecnico.
La collezione include documenti per le varianti Challenger, Chariot, Delica D3, Delica Van, Emeraude ed Endeavor. Questi rappresentano l'evoluzione della gamma Jeep di Mitsubishi. Ogni generazione è documentata con materiali d'epoca che mostrano le sue caratteristiche specifiche. L'archivio traccia l'evoluzione attraverso più generazioni di prodotti.
Nuovi documenti vengono aggiunti quando materiali originali rari vengono localizzati e catalogati. L'archivio si estende fino al 2023, con aggiunte recenti che riflettono ricerche continue. Il team di Automobilisto cerca costantemente brochure e materiali non documentati. Gli aggiornamenti avvengono man mano che vengono fatte scoperte.