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Pagine di archivio anno per anno con PDF di brochure, specifiche principali e link a modelli correlati.
Questo archivio contiene 59 depliant dell'Audi 100 dal 1968 al 1994. La raccolta documenta l'evoluzione di questa berlina di lusso attraverso quattro generazioni, con cataloghi originali di concessionari provenienti da dieci mercati internazionali. Destinata a storici dell'automobile, collezionisti e ricercatori, questa collezione offre una panoramica completa del design, della tecnologia e della strategia di commercializzazione del modello.
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Nel 1968, il segmento delle berline di lusso tedesco vedeva arrivare l'Audi 100 in competizione diretta con la Mercedes-Benz W115 e la BMW 2002, modelli che dettavano il ritmo del mercato. Il 100 si differenziava per la sua carrozza moderna, con linee pulite e proporzioni equilibrate che gli italiani apprezzavano. Il motore trasversale da 1,8 litri e 112 cavalli, abbinato a una
Nel 1970, mentre il mercato italiano preferiva ancora le berline tradizionali, l'Audi 100 arrivava con un approccio radicale: trazione anteriore, motore trasversale da 1,8 litri e 100 CV. Rispetto alla Lancia Flavia e alla Fiat 130, la tedesca offriva una modernità costruttiva che gli italiani stavano solo iniziando a riconoscere come il futuro del segmento.
Nel 1976, il mercato italiano riceveva la berlina e la versione station wagon, entrambe con il propulsore a cinque cilindri da 2,0 litri. La carrozzeria a quattro porte della berlina esaltava le proporzioni squadrate, mentre il familiare allungava la linea di cintura con armonia. Gli italiani valutavano soprattutto la robustezza costruttiva e la praticità dell'assetto indipende
Il motore cinque cilindri da 2,0 litri erogava 100 cavalli e rappresentava il cuore meccanico di questa configurazione 1977. La carrozzeria a quattro volumi, sobria nei dettagli ma proporzionata, rifletteva la severità costruttiva Audi. Le varianti di allestimento spaziano dalla base alla GL con interni in pelle.
La gamma 1978 articolava il 100 in versioni berlina quattro porte e coupé, con il motore 2.0 da 100 CV come base. Audi offriva inoltre una configurazione con cambio automatico a tre marce, rara nella categoria. L'interno presentava una plancia moderna e ergonomica, mentre gli esterni mostravano linee pulite e proporzionate che piacevano al mercato italiano.
L'Audi 100 del 1979 arrivava nel mercato italiano come berlina moderna e sobria. La carrozzeria a quattro porte rappresentava la configurazione principale, con linee pulite e proporzionate che rispecchiavano il gusto dell'epoca. Il motore cinque cilindri da 1,9 litri erogava 100 cavalli, sufficiente per una berlina di questa fascia. Tre edizioni di catalogo documentavano l'offe
La gamma 1980 del 100 comprendeva la berlina a quattro porte come fulcro, affiancata da una versione station wagon che ampliava l'appeal verso famiglie che cercavano spazio senza compromessi stilistici. Il motore cinque cilindri da due litri alimentava entrambe le carrozzerie con identica linearità. I dettagli della plancia e delle finiture riflettevano l'attenzione tedesca al
Quando il 100 si presentò nelle concessionarie italiane nel 1981, portava con sé una silhouette tesa e proporzionata che piaceva agli occhi abituati ai dettagli. La linea della cintura di marcia, marcata e decisa, correva da faro a faro con coerenza formale. Il corpo vettura, disponibile in versione berlina e coupé, manifestava quella sobrietà teutonica che gli stilisti di Ingo
Nel 1982, il 100 si confrontava con la 3 Series di BMW e l'Alfetta di Alfa Romeo in un segmento dove gli italiani apprezzavano la solidità costruttiva tedesca. Il cinque cilindri da 2,1 litri e 115 cavalli era montato longitudinalmente, e la berlina a quattro porte manteneva proporzioni eleganti senza eccessi stilistici. La carrozzeria rispecchiava quella sobrietà tedesca che c
In Italia, la distribuzione del 100 seguiva il canale Audi consolidato, con questa generazione che raggiungeva i concessionari con una gamma ristretta ma ben definita. Le proporzioni della berlina riflettevano il gusto tedesco per la solidità, mentre il familiare offriva quel compromesso pratico che gli acquirenti italiani apprezzavano per i lunghi tragitti europei.
La piattaforma longitudinale sosteneva il motore cinque cilindri trasversale, una soluzione che garantiva spazi interni generosi pur mantenendo proporzioni eleganti. Il 1984 consolidò l'offerta con cilindrate da 1.6 a 2.2 litri, ogni variante abbinata a trasmissioni affidabili. La carrozzeria Avant—nuova al catalogo italiano—rappresentava il compromesso perfetto fra praticità t
Quattro varianti di carrozzeria componevano l'offerta 1985: la berlina quattro porte, la versione allungata, la coupé e la station wagon. Il motore turbo da 170 cavalli animava tutte le declinazioni con identico vigore. Le proporzioni della fiancata, affinate nella zona del montante, conferivano al 100 una presenza visiva più compatta, apprezzata dal mercato italiano.
Nel 1986 il 100 si posizionava come berlinetta di classe media con intenti di solidità tedesca. La carrozzeria a quattro porte prevaleva nella gamma, affiancata da coupé dalle linee tese e da break dalle proporzioni equilibrate. Il motore cinque cilindri da 2,2 litri erogava 136 cavalli, conferendo alla vettura quella progressione di potenza che il mercato italiano apprezzava n
Nel 1987, la 100 si confrontava con la BMW Serie 3 e la Mercedes 190 in un segmento dove lo stile tedesco doveva competere con l'eleganza italiana. La carrozzeria a quattro porte presentava linee più tese rispetto alla generazione precedente, con una coda leggermente più squadrata. I motori disponibili—2,0 e 2,2 litri—riflettevano la filosofia Audi di offerta progressiva.
Le proporzioni della 100 del 1988 riflettevano la scuola Audi: linee tese, superfici piane, nessuna concessione al decorativismo. Il cinque cilindri da 2,3 litri—160 o 200 cavalli con turbo—trovava posto sotto un cofano disegnato per efficienza aerodinamica. L'Italia riceveva soprattutto la versione berlina, con equipaggiamenti mirati al mercato meridionale.
Il motore quattro cilindri da 2,3 litri, erogante 136 cavalli, rappresentava il cuore di questa generazione del 100 nel 1989. La carrozzeria si declinava in quattro varianti: berlina, avant, coupé e versione compatta, ciascuna sviluppata con attenzione alle proporzioni. Sul mercato italiano, questa configurazione meccanica si accompagnava a un'agilità di marcia che distingueva
In Italia, il modello raggiungeva i concessionari con una gamma motori ben definita: il 1.8 da 100 cavalli per il mercato di massa, il 2.0 da 115 cavalli per chi cercava equilibrio, e il V6 2.8 da 174 cavalli per la clientela più esigente. La carrozzeria berlina quattro porte dominava le vendite, ma la versione Avant trovava apprezzamento tra i professionisti. Il design della c
Il motore trasversale da 2,3 litri a cinque cilindri, erogante 133 cavalli, costituiva il nucleo tecnico della versione base del 1991. Sopra questa architettura si innestava il V6 da 2,8 litri con 174 cavalli, disponibile su tutte le varianti carrozzeria: berlina, Avant, coupé e spider. Il mercato svizzero e olandese riceveva il sistema Quattro come opzione strutturale.
La gamma 1992 del 100 comprendeva una silhouette a quattro porte, caratterizzata da linee tese e una coda che degradava dolcemente. Il V6 2,8 litri da 174 cavalli rappresentava il vertice dell'offerta, affiancato dai quattro cilindri da 115 e 136 cavalli. Audi proponeva inoltre varianti con trazione integrale, elemento che distingueva il suo approccio dalla concorrenza. Gli int
Nel 1993 la 100 si presentava con un restyling che affinava i dettagli della carrozzeria, mantenendo le proporzioni equilibrate che caratterizzavano il modello. La gamma comprendeva il berlina a quattro porte e l'Avant, quest'ultima con un bagagliaio capace di 520 litri. Le motorizzazioni spaziano dal 1.8 a quattro cilindri fino al V6 2.8 da 174 cavalli.
Nel panorama competitivo del 1994, il 100 Audi si posizionava tra la BMW Serie 5 e la Mercedes Classe E, mantenendo un'identità stilistica sobria ma riconoscibile. Le proporzioni della carrozzeria quattro porte rimasero invariate, mentre la griglia anteriore ridisegnata segnalava il restyling di metà ciclo. Il V6 da 2,8 litri con 193 cavalli rappresentava l'apice della gamma, a
La gamma TDi del 1994 comprendeva il berlina 100 e la compatta 80, entrambi spinti dal medesimo motore diesel a iniezione diretta. Il cinque cilindri da 1,9 litri erogava 90 cavalli e 210 newton-metri, con una silenziosità che sorprendeva gli automobilisti italiani abituati ai diesel precedenti. Le linee tese della carrozzeria riflettevano il nuovo linguaggio stilistico Audi.
Il mercato italiano ricevette il 100 5E con le linee pulite di questa generazione, apprezzando la sobrietà delle proporzioni. Disponibile in versione berlina e Avant, la meccanica a cinque cilindri da 2,1 litri garantiva una solidità costruttiva che gli italiani riconoscevano come caratteristica tedesca. La presenza visiva era discreta ma autorevole.
Il motore trasversale a cinque cilindri da 2,1 litri rappresentava il cuore della nuova generazione 100 del 1978, erogando 136 cavalli con una fluidità caratteristica della meccanica Audi. La carrozzeria, affinata aerodinamicamente, comprendeva la berlina, il coupé dalle proporzioni eleganti e la versione break. Il mercato italiano apprezzò soprattutto la solidità costruttiva e
Nel 1982 la quinta serie dell'Audi 100 arrivava nei listini come berlina quadriporta e station wagon, proponendosi come alternativa elegante ai coupé sportivi allora dominanti. La carrozzeria pulita, disegnata da Giugiaro, enfatizzava le proporzioni orizzontali. Motori da 1,6 a 2,2 litri, quest'ultimo erogante 136 cavalli, alimentavano una gamma che puntava sulla solidità costr
Il motore trasversale da 2,2 litri con iniezione elettronica rappresentava il cuore tecnico della Ascott Edition 1986, erogando una potenza calibrata di 136 cavalli. La carrozza a quattro porte manteneva proporzioni eleganti, con linee tese che evitavano l'eccesso ornamentale. Gli interni offrivano tessuti di qualità e un'attenzione ai dettagli che rispecchiava i canoni del gus
Il catalogo 1977 offriva tre varianti di carrozzeria: la berlina, il coupé e questo break Avant con la coda allungata e il vetro posteriore panoramico. La linea del tetto scendeva dolcemente verso il portellone, un dettaglio che gli designer di Ingolstadt curarono con attenzione. Disponibili motori a benzina da 1,6 e 2,0 litri, il diesel da 136 cavalli rappresentava la scelta d
Il motore trasversale a cinque cilindri da 2,0 litri, erogante 100 CV, costituiva il cuore della variante Avant del 1978. La carrozzeria break presentava linee squadrate, fedele alla filosofia di design tedesco dell'epoca: spalle larghe, cintura di fiancata alta, coda piatta. L'interno sfruttava materiali resistenti e geometrie funzionali. Audi aveva scelto di non inseguire l'e
Nel 1979 il mercato italiano ricevette l'Avant come la risposta di Audi alla ricerca di spazio senza compromessi stilistici. La linea della carrozzeria manteneva proporzioni eleganti, mentre il motore cinque cilindri da 136 cv garantiva prestazioni fluide. Due versioni catalogo documentavano l'offerta: questa era l'Audi che gli italiani riconoscevano come efficienza nordica con
Quando l'Avant arrivò nelle concessionarie italiane nel 1983, portava con sé una proporzione nuova per il segmento: la coda allungata manteneva la grazia della berlina, senza scadere nel banale. La linea di cintura alta, ereditata dalla 100, conferiva solidità visiva al corpo più lungo. Tre motori e quattro livelli di allestimento permettevano agli acquirenti italiani di scegli
Quattro varianti di carrozzeria coesistevano nel catalogo: la berlina, il break Avant, la coupé e il cabriolet. Ciascuna manteneva l'identità stilistica della serie, con il motore a cinque cilindri da 2,2 litri e 136 cavalli come base tecnica comune. Il mercato italiano apprezzava soprattutto il break, che combinava eleganza tedesca con praticità mediterranea.
Il motore trasversale a cinque cilindri nelle versioni da 2,0 e 2,3 litri costituiva la base della gamma 1992, mentre il V6 da 2,8 litri erogante 174 cavalli rappresentava l'apice dell'offerta. La carrozzeria Avant manteneva le proporzioni eleganti della serie C4, con il frontale rinnovato e gli interni aggiornati che rispecchiavano l'evoluzione stilistica Audi di quel biennio.
Nel 1978 la Audi 100 Avant CD arrivò come proposta elegante nel mercato dei grandi break europei. La carrozzeria a cinque porte racchiudeva il motore 1,9 litri da 136 cavalli, montato trasversalmente, e una trasmissione a cinque marce che garantiva fluidità di marcia. Il taglio CD rappresentava il vertice della dotazione, con interni curati e finiture che rispecchiavano l'atten
Nel 1979 la 100 CD si presentava come berlina di proporzioni equilibrate, dove la linea tesa della carrozzeria rifletteva l'approccio ingegneristico tedesco. Il motore a cinque cilindri da 2,0 litri erogava 136 cavalli con linearità. Interni sobri, costruzione seria.
Nel 1987, la 100 CD si trovava in un mercato dove la Mercedes 190E e la BMW 325 dettavano i ritmi, ma Audi non arretrava. La berlina tedesca offriva una linea sobria e proporzionata, con il cinque-cilindri da 2,3 litri e 136 cavalli che garantiva prestazioni solide. La trazione anteriore, allora ancora oggetto di dibattito tra gli appassionati, rappresentava la scelta intellige
Nel mercato italiano, il 100 CS 1988 si presentava come berlina a quattro porte dalla linea sobria e proporzionata. La carrozzeria Avant completava l'offerta per chi privilegiava la praticità senza compromessi stilistici. Motore a cinque cilindri da 2,3 litri e 160 CV, abbinato a cambio manuale a cinque rapporti. Interni rifiniti in pelle, climatizzazione automatica e servoster
La gamma 1989 del 100 CS Quattro comprendeva una berlina dal profilo deciso e una variante Avant a passo lungo. Il motore cinque cilindri da 2,3 litri erogava 164 cavalli, alimentando l'esclusivo sistema Quattro. Gli interni offrivano finiture austere ma solide, con plancia orizzontale e sedili avvolgenti. Le opzioni includevano climatizzatore automatico, tetto panoramico e cer
La carrozzeria coupé del 1971 si distingueva per linee tese e una proporzione che ricordava la tradizione tedesca più che l'eleganza italiana. Il motore trasversale da 2.0 litri erogava 115 cavalli con una meccanica sobria, priva di fronzoli. Audi aveva scelto di mantenere l'abitacolo ampio ereditato dalla berlina, sacrificando la sportività visiva per lo spazio pratico: una sc
La gamma 1980 della Formel E comprendeva una sola configurazione di carrozzeria: la berlina a quattro porte, sobria nelle linee. Il motore 1.6 litri da 75 cv era l'unica opzione proposta, accompagnato da una scelta ristretta di colori e interni. Questa semplicità rifletteva l'orientamento di Audi verso l'essenziale, senza compromessi sulla solidità costruttiva.
Negli Stati Uniti, l'Audi 100 LS del 1975 rappresentava una berlina dalle proporzioni classiche: lunghezza contenuta, fiancate tese, profilo sobrio. Il motore longitudinale da 2,1 litri e 100 cavalli era montato davanti, alimentando le ruote anteriori con una meccanica ormai matura. La carrozzeria a quattro porte incarnava la tradizione tedesca di solidità costruttiva e spazi i
Il motore trasversale da 2,0 litri di 100 cavalli era il cuore della 100 LS del 1976, ereditato dalla generazione precedente ma affidabile e lineare. La carrozzeria a quattro porte manteneva le proporzioni equilibrate caratteristiche di Audi, mentre la versione Avant aggiungeva versatilità per il mercato italiano. L'interno LS presentava rivestimenti in velluto e dettagli in le
La gamma del 1990 si articolava attorno a tre varianti di carrozzeria: la berlina quattro porte, la station wagon e il modello Sport in versione berlina. Il motore di 2,3 litri erogava 133 cavalli e si abbinava a una sospensione irrigidita, pensata per chi apprezzava la dinamica senza rinunciare alla solidità costruttiva che caratterizzava la linea Audi. Gli interni proponevano
L'archivio contiene 59 documenti originali dell'Audi 100. La collezione copre il periodo dal 1968 al 1994 e include brochure, listini prezzi, bollettini tecnici e cataloghi dei concessionari provenienti da molteplici mercati e generazioni.
I documenti coprono dal 1968 al 1994. Questo arco di 26 anni cattura l'introduzione del modello fino alla sua dismissione, documentando tutte le generazioni, restyling e varianti prodotte durante quel periodo.
Sì. La documentazione originale di fabbrica è preziosa per progetti di restauro. Questi documenti forniscono specifiche dettagliate, opzioni di colore, varianti di equipaggiamento e dati tecnici per autenticare e restaurare accuratamente i veicoli.
La collezione include materiali da 10 mercati e regioni diversi. Ciò consente il confronto tra versioni europee, nordamericane e di altri mercati, rivelando equipaggiamenti specifici, livelli di allestimento e varianti locali.
L'archivio documenta la 100, 100 5E, 100 & 80 TDi, 100 Ascott Edition e 100 Avant. Questa copertura mostra l'evoluzione del modello attraverso generazioni e stili di carrozzeria, incluse edizioni speciali e varianti pratiche.
Questa pagina di archivio si concentra sui documenti di fabbrica originali stessi. La pagina catalogo descrive le specifiche tecniche e le caratteristiche del veicolo. Qui esplori materiali storici piuttosto che dati automobilistici.
L'archivio cresce regolarmente man mano che nuovi documenti originali vengono scoperti e digitalizzati. La frequenza degli aggiornamenti varia, ma lavoriamo continuamente per espandere la collezione e aggiungere materiali rari.